«Il riparto di giurisdizione in materia di responsabilità degli amministratori delle società partecipate pubbliche alla luce della giurisprudenza delle Sezioni unite della Cassazione»

di Alessandro Montesano Cancellara


Premessa. Il fenomeno delle società partecipate pubbliche è stato oggetto di grande attenzione negli ultimi anni sia da parte del legislatore che della giurisprudenza, a causa dell’indiscriminato ricorso delle amministrazioni pubbliche alla creazione di società di capitali, a totale o parziale partecipazione pubblica, per raggiungere fini di interesse pubblico e per l’erogazione di servizi pubblici.

La disciplina delle società pubbliche è composta da una congerie di norme, dettate dalla fine degli anni ottanta ad oggi a seconda delle contingenze e necessità del momento, le quali spesso si sono sovrapposte e contraddette così da rendere difficoltosa una lettura ed uno studio uniforme.

Sebbene, dunque, sul fenomeno siano intervenuti numerosi processi normativi e lo stesso sia stato oggetto di una copiosa elaborazione giurisprudenziale, tuttavia esso continua a porre non poche questioni controverse, tra le quali si può sicuramente annoverare quella della responsabilità degli amministratori delle società partecipate e il riparto di giurisdizione tra giurisdizione civile e contabile rispetto alle relative controversie.

La questione del riparto di giurisdizione è ancora sottoposta al vaglio della giurisprudenza di legittimità e contabile e fin da ora preme sottolineare che, mentre la giurisprudenza contabile ha sempre avuto un costante orientamento in materia, quella di legittimità ha mostrato un indirizzo sinusoidale negli anni, tanto è che in una prima fase, la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite nel 2003 e nel 2004, ed infine con la sentenza n. 4511 del 2006, ha riconosciuto la responsabilità amministrativa degli amministratori e dipendenti degli enti pubblici economici e delle società partecipate (.. continua).

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