Il Comitato interministeriale anticorruzione, nella seduta del 12 marzo 2013, ha elaborato le linee di indirizzo per la definizione del piano nazionale anticorruzione che sarà predisposto a breve dal Dipartimento della Funzione Pubblica e al quale dovranno adeguarsi le singole amministrazioni.

In particolare le linee guida prevedono che sia necessario

– promuovere l’effettiva e tempestiva adozione dei piani da parte di tutte le amministrazioni e, a regime, l’adozione degli stessi nei termini previsti dalla legge;

– assicurare un contenuto minimo dei piani triennali, che corrisponda all’obiettivo ineludibile dell’individuazione preventiva delle aree di attività amministrativa maggiormente esposte al rischio della corruzione (c.d. mappatura del rischio);

– consentire alle diverse amministrazioni pubbliche di adeguare il contenuto del piano alle specifiche funzioni amministrative svolte e alle specifiche realtà amministrative;

– differenziare le linee guida quanto ai loro destinatari: linee guida più stringenti, quasi direttamente operative, per le amministrazioni centrali (e gli enti da queste controllati); per regioni ed Enti locali, linee guide che possano essere recepite e adottate dai detti enti nei propri ordinamenti;

– rendere le informazioni raccolte nei piani e le relative strategie di contrasto alla corruzione leggibili secondo linguaggi omogenei, che rendano possibile un’agevole verifica dello stato di attuazione delle politiche anticorruzione nelle singole amministrazioni e una comparazione delle diverse esperienze.

Si tratta di un ulteriore atto di applicazione della legge approvata nel novembre scorso. Precedentemente erano già stati approvati il decreto legislativo sulla incandidabilità, il testo unico sulla trasparenza della Pubblica amministrazione e il codice di comportamento dei pubblici dipendenti.

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